10/09/2021

Parolin: Il Papa ci chiede di essere testimoni di una Chiesa di fronte al mondo

Budapest e la Slovacchia aspettano Francisco. A Šaštin, in Slovacchia, il Papa affiderà alla Madonna tutti coloro che si trovano in situazioni di fragilità, ha affermato il Cardinale Segretario di Stato vaticano Pietro Parolin

Parolin: Il Papa ci chiede di essere testimoni di una Chiesa di fronte al mondo

Il Papa si prepara a partire per la sua 34° viaggio apostolico: chiuderà il Congresso Eucaristico a Budapest, poi visiterà la Slovacchia. C'è grande attesa per l'arrivo del Successore di Pietro. Una doppia visita apostolica - ribadisce il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin - che lo stesso Papa ha annunciato al suo ritorno dall'Iraq e che è nata dal desiderio e dalla preghiera. La visita al Santuario Nazionale di Šaštin, in Slovacchia, sarà "un pellegrinaggio che avviene dopo l'intervento chirurgico che il Papa ha subito, quindi, in un certo senso, anche per ringraziare la Madonna del successo dell'operazione".

Lo stesso Papa, durante l'intervista al suo ritorno dall'Iraq, ha fatto cenno alla sua volontà, alla sua intenzione che - come spesso accade nei viaggi - è nata, dice, dalla preghiera: il desiderio, l'intenzione di presiedere la Messa conclusiva l'Internazionale Congresso Eucaristico di Budapest, che era già stato rinviato a causa del Covid, e poi appunto, vista la vicinanza, passare dalla Slovacchia e visitare il Paese.

L'arcivescovo di Budapest, card. Erdö, ha ribadito che l'Ungheria ha bisogno della luce della fede per sentire e approfondire la fraternità con tutti i popoli. Quali sono i frutti attesi da questo Congresso Eucaristico?

I Congressi Eucaristici sono occasioni di celebrazione, riflessione, studio, approfondimento del mistero dell'Eucaristia e, quindi, anche il Congresso Internazionale di Budapest ha questo obiettivo. Tutti questi momenti, infatti, si stanno svolgendo in questi giorni, sia celebrativi, sia accademici, sia di approfondimento. Il Congresso Eucaristico dovrebbe poi condurre a una vita che sia eucaristica: qualche giorno fa ho riletto il discorso, l'omelia che Papa Francesco ha tenuto - era nel 2018 - a Molfetta, in occasione del 25° anniversario della morte di don Tonino Bello e in quel momento diceva, tra l'altro: «In ogni parrocchia, in ogni chiesa si potrebbe affiggere come monito: 'Dopo la messa non si vive più per se stessi, ma per gli altri'. Credo che questo sia il senso di quanto ha detto il cardinale Erdö, cioè: l'Eucaristia ci immerge nell'amore di Cristo, nella vita stessa di Cristo, che è un amore dalle dimensioni universali e, quindi, deve farci vedere in ogni uomo, in ogni persona, un fratello di cui dobbiamo portare i pesi.

In Slovacchia, il Papa sarà accolto da un popolo in cui è molto vivo il ricordo dei santi Cirillo e Metodio: una visita che riafferma il ponte spirituale del dialogo tra Oriente e Occidente...

Certamente. La figura dei Santi Cirillo e Metodio è una figura che ha caratterizzato profondamente l'intera storia della nazione slovacca: nella stessa Costituzione, nel preambolo, mi sembra che si parli di Padri spirituali e culturali della Nazione. E Giovanni Paolo II, in Slavorum Apostoli, ne parla come un ponte tra Oriente e Occidente. Quello che possiamo imparare da questi santi - e credo che il loro messaggio sia attuale, perenne, e ricordo che sono anche Patroni d'Europa, voluti da Giovanni Paolo II - è questa capacità di inculturare il Vangelo. Hanno saputo parlare alle persone del loro tempo, hanno saputo annunciare il Vangelo in categorie a loro accessibili, e questo è un invito a fare ciò che ci chiede Papa Francesco quando parla di una Chiesa in uscita, di una Chiesa che deve essere tutta incentrata sull'evangelizzazione del mondo: essere concentrati sull'evangelizzazione del mondo significa trovare il linguaggio giusto perché il mondo possa accogliere l'annuncio del Vangelo. Quindi, da una parte questa inculturazione, questo slancio missionario, e dall'altra anche il fatto di saper inserire questa diversità di spiritualità, di forme espressive della spiritualità, di cultura linguistica anche nell'unità cattolica che diventa così sinfonia e non un'unità uniforme.

Il programma della visita è intenso, comprendente anche un incontro con la comunità zingara, segno dell'attenzione del Papa verso questa realtà...

Mi sembra che questo incontro sia in continuità con l'incontro che il Papa ha avuto due anni fa in Romania con la comunità zingara, dove ha espresso dal profondo del suo cuore tutto il dolore per la sofferenza a cui erano stati sottoposti, e che dovevano resistere nel tempo. È una forte partecipazione del Papa al dolore della gente e, quindi, anche una richiesta di perdono di tutta la responsabilità che la Chiesa o gli uomini di Chiesa possono aver avuto in questa situazione. Allo stesso tempo, anche a questa popolazione viene data un'attenzione particolare, che significa rispetto, oltre che apprezzamento per i valori che esprimono e che sono tanti: dal valore della famiglia al valore della solidarietà, dell'ospitalità, della cura gli anziani e così via. Dall'altro, considera lo sforzo che si sta facendo per integrarli pienamente nella società.

Il Papa presiederà l'Eucaristia nel Santuario Nazionale di Šaštin nel giorno della festa della Madonna dei Sette Dolori, patrona della Slovacchia. Questa è una tappa alla quale il Papa non ha voluto rinunciare...

Certamente, e in un certo senso ha anche allungato il suo viaggio per poter partecipare a questa festa popolare di grande devozione al Santo Patrono della Slovacchia. Credo che questo, da un lato, sia indice della grande considerazione che il Papa ha sempre riservato alla religiosità popolare, alla pietà popolare, ma soprattutto alla devozione alla Madonna, che ha conosciuto direttamente in America Latina, in Argentina, quasi ovunque, paesi di quel continente, ma che è anche fortemente radicato in Europa. Questo Santuario di Šaštin è un esempio di quanto sia importante la devozione alla Madonna per la vita di fede di un popolo, di una comunità. Allo stesso tempo, vorrei anche sottolineare il fatto che questo pellegrinaggio avviene dopo l'intervento del Papa, quindi in un certo senso è anche un modo per ringraziare la Madonna per il successo di questa operazione, ma anche per affidarle tutti coloro che si trovano in situazioni di fragilità, vulnerabilità, sofferenza, anche fisica, come ha vissuto in questo periodo, soprattutto tenendo conto della situazione, della contingenza della pandemia che purtroppo sta ancora causando dolore in molti Paesi.

Eminenza, con quale spirito parte il Papa?

Lo ha detto lui stesso, domenica scorsa, dopo il Angelus, 5 settembre. Ha detto: “Vorrei…”, quindi un grande desiderio di incontrare questi fedeli, di conoscere queste Chiese, tenendo presente che i viaggi apostolici sono diminuiti a causa del Covid, il Papa sente il bisogno, proprio, di riprendere intensamente questa forma di esercizio del suo ministero petrino e questa possibilità di contatto con la gente che caratterizza proprio il suo stile e modo di essere.

Fonte: Notizie dal Vaticano

Credito: Foto: Vatican News

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